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29 settembre 2008

L'importante è ottimizzare

Questa mattina, per percorrere 30 km (la distanza da casa al lavoro) sono stata in viaggio (treno + metro) due ore, durante le quali ho:

- parlato al telefono con una mia amica appena tornata dalle vacanze
- letto quasi tutto il secondo racconto della Trilogia di New York di Paul Auster
- ascoltato due interi album di Fatboy Slim
- pensato che domani è l’ultimo giorno di settembre e non ho ancora acquistato il maledetto abbonamento treno + metro per ottobre
- desiderato tornare sotto le coperte
- sostanzialmente sclerato

Buon inizio settimana!


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26 settembre 2008

Addiction



Qualcuno mi liberi da questa ossessione!


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25 settembre 2008

The day after

Sono a casa stremata dai festeggiamenti di ieri.

Magari...

La verità è che ho preso un virus gastrointestinale proprio il giorno del mio compleanno.

E' davvero l'età che avanza!



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24 settembre 2008

Birthday

Gli auguri più belli che ho ricevuto finora:

dai miei colleghi



da Paolina e Ste

Tanti, tantissimi auguri!

Ormai sono quasi le 11, perciò partecipiamo al Festival degli auguri con un
messaggio fuori concorso, perché non abbiamo chances di classificarci tra i più
tempestivi della giornata come avevi fatto tu in occasione del mio compleanno
(però eri avvantaggiata dal cambio di fuso intercontinentale, questo bisogna
dirlo!).

Non ti crucciare se la tua torta di compleanno con tutte le candeline accese
sembra un falò sulla spiaggia nella notte di ferragosto (meglio optare per un
vassoio di pizzette)... ti auguriamo una splendida giornata di festa, preludio
a un'annata di quelle davvero buone!

Baci, Paola&Ste


da Ele

Auguri!!!!!!!!!!!!!!!!
Sempre gnocca e soda, fallo presente a Mago Merlino.
Baci e abbracci.

da mamma e nonna


Un biglietto con un pensiero sull'amore, un po' troppo personale per essere riportato qui, ma con un messaggio che più passano gli anni più riesco a capire fino in fondo (uno dei pochi vantaggi dell'invecchiare...).

Aggiornamento

da MM

Una versione rap di 'Tanti auguri a te'.





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23 settembre 2008

Tentativo di boicottaggio

Non capisco perché se prenoto on line i biglietti per uno spettacolo teatrale a NY li posso ritirare un’ora prima dell’inizio senza nessun problema. Se prenoto on line i biglietti per l’osservatorio dell’Empire State Building li posso addirittura stampare dal mio computer. Se prenoto on line il noleggio di una moto per girare la Sicilia, arrivo al banco del motonoleggio (gestito da alcune tra le persone più arroganti e scortesi che abbia mai conosciuto) e la moto non c’è, né mi sanno dire quando sarà disponibile. Chiedo la restituzione dell’acconto versato tramite bonifico (la metà della cifra!), mi rilasciano un foglietto intestato con l’impegno a restituirlo, passa un mese e non mi restituiscono un bel niente. Ieri, all’ennesima telefonata, mi dicono che non ho diritto alla restituzione dell’acconto in quanto ci era stato proposto un mezzo di trasporto alternativo. Assolutamente falso! Ma anche se fosse: se prenoto una moto tra le varie presenti nella gamma e ti anticipo metà dell'importo, quando arrivo mi aspetto di trovare proprio quella. Quindi, un messaggio per te, proprietario del motonoleggio di Catania: non pensare che finisca qui… Un messaggio per tutti gli altri: il motonoleggio è questo, evitatelo!




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22 settembre 2008

Il papà di Giovanna



Vittima della ‘sindrome di Woody Allen’, che spinge i registi a credere di avere abbastanza idee per sfornare un film all’anno, Pupi Avati ri-ri-ritorna nell’adorata Bologna anni ‘30: piccolo mondo antico dove ci si scalda mani e cuore col carbone e un omino del sud può congedarsi con un casto bacio dalla moglie troppo bella (Francesca Neri) e consegnarla al migliore amico. Ci sarebbero i molesti boia-chi-molla urlati ai funerali, ma la poetica di Avati guarda da sempre ad altre ostinazioni: quelle d’amore. A scuola, una ragazza altolocata è uccisa dall’amica in trance passionale per un compagno. E’ Alba Rohrwacher: il premio che Venezia doveva dare. Invece, con palese scippo a Mickey Rourke, ha incoronato il suo babbo, il buon Silvio Orlando che le resta accanto negli inferi della nevrosi. E oltre ancora, quando la storia si perde in Storia e smarrisce il passo. Consueti ruoli/regalo di Natale avatiano a Ezio Greggio e Serena Grandi, coniugi legnosi. Siamo già stati in struggente gita scolastica con l’arcano incantatore dell’Appennino e abbiamo già amato in Delle Piane un prof che balbetta inadeguatezza e non lascia posto a imitazioni. Abbiamo quel bel ricordo a cui ancorare l’affetto. Avati non insista, il suo cuore oggi può andare altrove.

www.alessioguzzano.com

19 settembre 2008

People














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18 settembre 2008

Back from NYC

Alla fine, sì, come prevedevo non ho saputo resistere allo shopping, ma nemmeno – e questo davvero non lo prevedevo – alle camminate. Tanto che ho preso il taxi solo una volta, giusto per la soddisfazione di alzare il braccio in mezzo alla strada e sentirmi un po’ Carrie Bradshaw. Per il resto le mie Adidas hanno fatto il loro dovere, al punto che non le ho mai tolte, nemmeno per andare a teatro a vedere loro. Mago Merlino è stato paziente e ha sopportato le mie incursioni da Abercrombie & Fitch e i miei sopralluoghi negli angoli di Manhattan immortalati da Woody Allen. Io sono stata paziente e l’ho accompagnato alla mostra Lizards and Snakes Alive (!!!), nonché nelle sue peregrinazioni in tutti i negozi di accessori per hockey della città. La punta dell’Empire è stata colorata di rosa e poi di bianco, rosso e blu. Al MoMA mi è sembrato di vivere per qualche ora tra le pagine di un libro di storia dell’arte. Appena ho tempo posto qualche foto.




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3 settembre 2008

Sfighe

La dannata tessera che mi permette(va) di viaggiare sui treni delle Ferrovie Nord e dell’ATM si è smagnetizzata. Ieri mattina ho passato un’ora tra l’ATM point, la biglietteria e l’accoglienza clienti della stazione di Cadorna per poi sentirmi dire che non c’era nulla da fare, se non un duplicato (e chissà quando sarà pronto…). Così ora devo sempre aspettare che qualcuno si avvicini ai tornelli della metro con la sua tessera e passare veloce veloce dietro di lui/lei. Sembro una pazza.

Ieri sera, tornata dal lavoro, sono andata a cena da mia mamma. Finalmente abbandono i mezzi pubblici per la mia macchinina, pensavo. E invece al ritorno l’autostrada era bloccata a causa di un incidente. Così mi sono buttata su una strada statale, convinta di essere in grado di orientarmi. Ovviamente non è stato così (il mio ‘sesto senso’ per le strade sbagliate è proverbiale). Sono arrivata a casa dopo un’ora, quando di norma impiego venti minuti, attraversando paesini di cui ignoravo anche l’esistenza.

Io (mentre stendevo i panni all’alba delle 23 passate): Ciao, sai che mi sono persa tornando da casa di mia mamma?

Mago Merlino (di ritorno dalla partita di calcetto del martedì): Ahahahahah! Io invece questa mattina, andando al lavoro, ho preso anche la grandine.

Io: Non capisco perché ti ostini ad andare al lavoro in moto anche quando piove?

MM: Per lasciare a te il privilegio di perderti con la macchina!




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1 settembre 2008

Da oggi, tra i miei scrittori preferiti



Auster, qui al suo meglio, costruisce una sarabanda di storie e narrazioni che paiono generarsi l'una dall'altra, in un flusso continuo, ininterrotto: ogni breve capitolo del romanzo è occasione per un qualche colpo di scena, una svolta nella trama, un'agnizione improvvisa o un'imprevista rivelazione. Lungi dall'atmosfera mortifera che le prime righe suggeriscono, queste Follie di Brooklyn hanno il tono da commedia brillante, il ritmo scatenato di un musical di Broadway. Un romanzo godibile allora, di notevole intrattenimento, in cui lo scrittore dà prova di una maturità compiuta, confermandosi stilista abilissimo e dalla grande tecnica. (...) Gli Stati Uniti di Auster sono un paese diviso in due, come sventrato da un'autentica guerra civile: da una parte, quella maggioritaria, il paese governato dai Bush e dalle lobby economiche e militari, l'America profonda dei fondamentalisti cristiani e delle sette religiose, dall'altra New York, multietnica, tollerante, colta, liberal: in un recente libro-intervista (Le trame della scrittura, a cura di Matteo Bellinelli, Casagrande, 2005) Auster dice addirittura che "una parte di me vorrebbe vedere New York liberarsi dagli Stati Uniti e diventare una città stato indipendente. Non succederà mai, ma è bello poterlo sognare: perché io credo che New York sia il simbolo di tutto quello che c'è di migliore negli Stati Uniti: e cioè una società totalmente eterogenea, in cui ogni etnia vive fianco a fianco con tutte le altre in relativa pace e armonia".

da www.ibs.it




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